L'investimento in capitale di rischio per creare valore

La BCE valuta il private equity

18/09/2009

La Banca Centrale Europea ha presentato uno studio in cui analizza l’impatto del settore del private equity (la sottoscrizione di capitale di rischio nelle imprese) sulla creazione di attività economiche nella forma di creazione di imprese o di lancio di nuove iniziative da parte di operatori già esistenti sui mercati.

Esaminando le prestazioni di questo settore in sedici Paesi membri su periodi che vanno dal 1998 al 1999 e dal 2006 al 2007, lo studio conclude che “l’investimento in capitale di rischio ha avuto un ruolo benefico sulla creazione di attività che è relativamente più elevato per le industrie (…) più votate alla ricerca e allo sviluppo”.

L’impatto economico è elevato, se si esclude l’investimento in forma di acquisizioni del pacchetto di maggioranza (buy-out), evidenziando l’importanza dei finanziamenti accordati in uno stadio iniziale della creazione di nuove attività.

Gli autori della ricerca sono anche del parere che l’investimento in capitale di rischio riduca il costo del capitale e di avviamento di una attività economica e contribuisca ad aumentare il dinamismo industriale.

Nella misura in cui le industrie più interessate dagli investimenti in private equity dipendono notevolmente dalle attività immateriali (es: proprietà intellettuale, licenze e brevetti), l’impatto economico di questi investimenti si manifesta soprattutto nei Paesi che tutelano meglio dette attività immateriali grazie ad un sistema giuridico efficace.

Anche se non viene analizzata la redditività delle attività di private equity gli autori dello studio concludono che essa crei valore economico.

 

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