Testo Unico sugli Appalti

La Direttiva 2004/18/CE in materia di appalti pubblici di lavori, forniture e servizi

23/09/2009

La Direttiva 2004/18/CE in materia di appalti pubblici di lavori, forniture e servizi ha inteso, innanzitutto, aggiornare e razionalizzare le norme comunitarie preesistenti, in materia di appalti pubblici.
Si è trattato, essenzialmente, di un’operazione di coordinamento tra precedenti normative, rispondente ad un’esigenza di semplificazione e non certo di riforma dell’impianto normativo esistente.
Gli obiettivi fondamentali che il legislatore comunitario ha inteso perseguire possono essere, pertanto, sintetizzati in quattro categorie:

  • la semplificazione delle disposizioni comunitarie in tema di appalti pubblici;
  • l'aggiornamento della normativa vigente alla luce delle novità tecnologiche ed economiche;
  • la maggiore flessibilità della normativa normativa comunitaria;
  • il rafforzamento dei principi di concorrenza e trasparenza.

In primo luogo, la direttiva persegue, quindi, la finalità di semplificare il dato normativo esistente, a livello comunitario, in tema di appalti pubblici, accorpando in un unico testo (quello della direttiva 2004/18) le tre direttive classiche, cioè:

  • la direttiva 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi;
  • la direttiva 93/36/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture;
  • la direttiva 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori.

In questo modo, si è realizzato un programma di riordino delle norme comunitarie, in materia di appalti pubblici, attraverso la redazione di un vero e proprio testo unico, che raccoglie in un corpus unitario le norme vigenti, senza modificarne la portata sostanziale ma semplicemente eliminando le duplicazioni, le incogruenze e formulando il testo in maniera più chiara (come è noto, analogo riordino per quanto riguarda la legislazione nazionale si è avuto con il D.Lgs. 163/2006, cosiddetto Testo unico appalti o rectius Codice dei contratti pubblici).

Altro scopo, perseguito dalla direttiva 2004/18 CE, è stato quello di aggiornare la normativa vigente, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica ed economica: la precedente disciplina comunitaria non era riuscita ad adeguarsi all’innovazione tecnologica (essendosi limitata a prevedere la possibilità di utilizzare i nuovi strumenti di comunicazione elettronica solo in aggiunta ai mezzi di comunicazione tradizionali ed avendo, conseguentemente, reso il sistema degli appalti pubblici sempre più distante dal mondo imprenditoriale privato, ormai caratterizzato da rapporti economici sempre più rapidi ed informali) la direttiva unica si pone l'obiettivo di colmare questa distanza.

L'aspetto più innovativo è l'introduzione delle procedure elettroniche: in un'ottica di riduzione dei costi e dei tempi, le amministrazioni aggiudicatrici potranno sfruttare strumenti quali il dialogo competitivo, le aste elettroniche e i sistemi dinamici di acquisizione.

Il dialogo competitivo, previsto dall’articolo 29, prevede uno scambio di informazioni tra l'amministrazione aggiudicatrice e i candidati ammessi alla procedura d'appalto, allo scopo di delineare una o più soluzioni ottimali: in base a tali soluzioni i candidati presenteranno le offerte.

Le aste, basate su dispositivi elettronici (articolo 54), consentiranno l'aggiornamento successivo delle offerte, con prezzi modificati al ribasso rispetto a quelli classificati con una prima valutazione.
I sistemi dinamici di acquisizione, ai sensi dell’articolo 33, impiegheranno esclusivamente mezzi elettronici per valutare le offerte di appalto.

Ulteriore obiettivo della direttiva in esame, come abbiamo già anticipato, è quello di rendere maggiormente flessibile la normativa comunitaria precedente, caratterizzata da un formalismo eccessivo. Essa prevedeva, infatti, oneri procedimentali particolarmente gravosi per le amministrazioni aggiudicatrici, sia da un punto di vista economico, che di tempo.
Il legislatore comunitario, pertanto, si è preoccupato di prevedere istituti innovativi (quali le centrali di acquisto, gli accordi quadro di cui all'articolo 32, oltre che gli istituti già richiamati del dialogo competitivo, delle aste elettroniche, dei sistemi dinamici di acquisizione) caratterizzati, al contrario, dalla celerità e speditezza dei relativi procedimenti, non più sovraccaricati da inutili ed eccessivi formalismi.

Ed infine, obiettivo della nuova direttiva comunitaria è stato, senz’altro, quello di rafforzare i principi di concorrenza e di trasparenza. A tal fine, il legislatore comunitario ha previsto una nuova disciplina delle specifiche tecniche, dei criteri di valutazione delle offerte e ha programmato la possibilità di istituire delle Autorità di vigilanza, dotate di poteri effettivi, come quello di annullare la procedura di aggiudicazione.

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Scarica l'allegato: Direttiva_appalti.pdf





    
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